E' questione semplice e chiara.
Le risorse pubbliche, poche o tante che siano, devono essere impiegate per garantire prima di tutto i servizi sociali e il benessere psico-fisico di ogni persona, e così facendo dell'intera collettività, migranti compresi.
E' la Costituzione Italiana che lo afferma, è la Costituzione Italiana che lo esige, e al dettato Costituzionale dovrebbe ispirarsi e conformarsi sempre l'agire della politica e delle istituzioni.
E' singolare quindi che mentre si chiedono sacrifici ai lavoratori con licenziamenti sempre più numerosi e brutali, con il blocco delle assunzioni, innalzando l'età pensionabile e rendendo i contratti attuali sempre più precari e privi di tutele; mentre si riducono gli investimenti per la scuola pubblica di ogni ordine e grado, mortificando le giuste aspirazioni di studio e ricerca di tanti studenti e insegnanti capaci; mentre si tagliano posti letto, si chiudono ospedali e servizi ambulatoriali di primaria necessità, si riduce l'assistenza, a fronte di una popolazione sempre più anziana, si propagandano disinvoltamente ai cittadini, con la volpina equazione "occupazione e grandi opere uguale sviluppo e ricchezza", sperperi di pubblico denaro per opere inutili, devastanti, fuorilegge, avvelenatrici di salute e ambiente.
Grandi opere e infrastrutture che sono nella realtà a profitto esclusivo di ristretti e potenti comitati d'affare trasversali, nel senso che dentro ci si trovano partiti e personaggi che sguazzano allegramente da destra a sinistra, in un qualunquismo, il loro, asservito alla ricerca spasmodica ed irrefrenabile di arricchimento, privilegi e potere.
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Ma voglio esaminare un caso specifico: quello della provincia di Viterbo e della Regione Lazio.
Svolgo la professione medica da oltre 20 anni, e di questi più di 15 lavorando a Nepi, nella provincia di Viterbo. Passo le mie giornate a contatto con tanti cittadini, anziani, giovani, bambini, migranti, in una sola parola con tanti esseri umani che si dibattono con la loro fragilità fisica, sociale ed economica tra mille problemi sanitari e non solo.
Mesi per avere un appuntamento per un'ecografia, per non parlare dei tempi di attesa per una tac o una risonanza nucleare magnetica, e le difficoltà sempre maggiori e diffuse di pagare i ticket su farmaci e prestazioni sanitarie.
Queste persone, come quelle che vivono a Frosinone, Latina, Rieti, Roma, e in tutta Italia, hanno forse bisogno di mega-aeroporti ed altre inutili e dannose infrastrutture dal costo di miliardi di euro?
Infrastrutture che certo garantiscono un bell'affare per costruttori e politicanti ma che sono e sarebbero un ulteriore danno in termini di cementificazione, inquinamento dell'aria, inquinamento acustico di territori che invece dovrebbero essere tutelati e per vaste parti risanati.
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Le popolazioni del frusinate, per esempio gli agricoltori e gli allevatori della Valle del Sacco, hanno bisogno che i loro territori siano bonificati dai veleni che lì sono stati sversati impunemente per anni, attraverso le acque del fiume Sacco, avvelenando in maniera catastrofica terre, animali e persone.
Quelle popolazioni non hanno bisogno di un mega-aeroporto che sottrarrà le risorse necessarie alle opere di bonifica e risanamento, aggiungendo senza ombra di dubbio altro inquinamento e danno all'ambiente e alla salute in una provincia che ha ancora luoghi di grande fascino, arte e storia che dovrebbero essere invece salvaguardati e valorizzati.
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La questione in verità è semplice e chiara: o si vuole il bene delle persone oppure no.
E se si vuole il bene delle persone e delle popolazioni che si amministrano perché non liberare subito dal disastro sanitario ed ambientale le persone che vivono a Ciampino, nel X municipio di Roma e a Marino, che sono quotidianamente avvelenate dalle centinaia di voli che atterrano e decollano dall'aeroporto di Ciampino?
La possibilità c'è, e da subito, utilizzando lo strumento dell'ordinanza comunale urgente di riduzione dei voli. Mi chiedo perché il sindaco di Ciampino, quello di Marino e il sindaco di Roma d'intesa col presidente del X Municipio non abbiano ancora emesso questo tipo di ordinanza.
Mi chiedo: vogliono o no il bene dei cittadini che amministrano e per conto dei quali ricoprono le loro cariche?
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Mi domando ancora come può il presidente della Regione Lazio Piero Marrazzo, e la sua giunta, continuare a chiedere sacrifici ai cittadini del Lazio soprattutto in termini di riduzione dei servizi sociali, sanitari e scolastici e poi allegramente sperperare milioni di euro per la realizzazione di mega-aeroporti di cui la nostra Regione non ha alcun bisogno, o lasciare che la centrale di Torre Valdaliga Nord di Civitavecchia cominci a bruciare carbone avvelenando con i suoi fumi tossici Roma, la sua provincia e parte di quella viterbese a cominciare dalla bella città etrusca di Tarquinia.
Mi chiedo se il presidente della Regione Lazio, la sua giunta e la maggioranza consiliare che lo sostiene vogliono o no il bene dei cittadini del Lazio.
Si può imporre alla città di Viterbo e alla sua provincia il progetto di un mega-aeroporto che distruggerebbe per sempre l'area del Bulicame di incalcolabile valore naturalistico, storico e terapeutico? Quel Bulicame che è patrimonio della letteratura italiana e mondiale e ormai parte della storia dell'umanità intera perché cantato da Dante nella Divina Commedia?
Si può costruire una infrastruttura da miliardi di euro, ad altissimo impatto ambientale, che oltre che sfigurare per sempre la bellezza della città di Viterbo e delle sue campagne, comprometterebbe irrevocabilmente le reali vocazioni del nostro territorio che sono il termalismo, le attività agricole, il turismo di qualità, le attività di studio e ricerca dell'Università della Tuscia?
Si possono violare impunemente i vincoli archeologici, paesaggistici, idrogeologici che tutelano l'area nella quale si vorrebbe realizzare il nocivo e devastante mega-aeroporto?
E' giusto mandare in rovina aziende agricole con centinaia di anni di storia ed intere famiglie di lavoratori del settore?
Si può impunemente attentare alla salute dei cittadini e in particolare a quella dei bambini realizzando un mega-aeroporto che spargerà gas tossici, polveri sottili ed ultrasottili, frastuono a non finire notte e giorno, provocando malattie e danno alla qualità della vita dei viterbesi e in particolare di quelli che vivono nei popolosi quartieri più prossimi allo scalo aeroportuale?
Nulla insegna quanto è accaduto ed accade a Ciampino e comuni limitrofi?
Mi chiedo quindi anche: ma il presidente della Provincia di Viterbo e il sindaco di Viterbo vogliono o no il bene dei cittadini che amministrano?
La risposta è semplice, chiara ed evidente.
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Chi vuole il bene dei cittadini che amministra sa che prima di tutto ad essi va garantita un'assistenza sanitaria adeguata e il diritto alla salute, un'istruzione scolastica proficua e dentro istituti ed aule che non cadano a pezzi, un lavoro dignitoso, la possibilità di raggiungere il proprio posto di lavoro in tempi adeguati e non biblici come accade per i pendolari che dal viterbese si spostano ogni giorno a Roma, un ambiente sano prima garanzia per la tutela della salute.
Ci sono le risorse in Italia, nella regione Lazio e in ogni provincia italiana per migliorare il sistema sanitario e quello scolastico, per mettere in sicurezza siti inquinati e cominciarne la bonifica, per far arrivare acque veramente potabili e sicure nelle case di tutti, per mettere in sicurezza tutti gli edifici esistenti e in particolare quelli dei centri storici visto che l'Italia ha un territorio soggetto a terremoti, per controllare e aumentare gli impianti di depurazione delle acque reflue in ogni comune, per migliorare e ampliare il sistema ferroviario, per realizzare impianti per lo sfruttamento delle energie rinnovabili (solare, fotovoltaico, minieolico), per il riciclo dei rifiuti e la chiusura del ciclo dei rifiuti senza ricorso ai costosissimi e dannosissimi inceneritori, termovalorizzatori e dissociatori molecolari che dir si voglia.
Ci sarebbe molto da fare e ci sarebbero e ci sono anche le risorse; basta rinunciare ai ponti sullo stretto di Messina, al mega-aeroporto di Viterbo, a quello di Frosinone e a tanti altri inutili e dannosi progetti, a consulenze spesso molto costose quanto ingiustificate, alla partecipazione alla guerra in Afghanistan, spacciata ipocritamente come missione di pace.
Si potrebbero recuperare risorse anche gestendo in modo più serio, avveduto e trasparente i tanti enti amministrati dalla politica a cominciare dalle Asl.
E' semplice, è chiaro e soprattutto facile, ma ad una condizione: che si voglia veramente il bene dei cittadini.
Antonella Litta
medico di medicina generale, specialista in reumatologia, referente per Viterbo dell'Associazione Italiana medici per l'ambiente - Isde (International Society of Doctors for the Environment - Italia)
portavoce del comitato che si oppone al mega-aeroporto di Viterbo e s'impegna per la riduzione del trasporto aereo
Viterbo, 9 agosto 2009
Invio ai mezzi d'informazione a cura del comitato che si oppone al mega-aeroporto di Viterbo e s'impegna per la riduzione del trasporto aereo, in difesa della salute, dell'ambiente, della democrazia, dei diritti di tutti
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