di Davide Orsini
Il silenzio e` d’oro, dice qualcuno. Certo, dipende dalle circostanze. Dope le elezioni amministrative il PD si e` trincerato dietro questa prassi consolidata. In periodi difficili, meglio lasciar correre nella speranza che poi la gente dimentichi, come ha dimenticato tutte le polemiche che in questi anni turbolenti hanno segnato la vita di Orvieto. “Scurdammoce o passato” ha detto Concina nella prima uscita pubblica insieme alla nuova giunta.
Meglio dimenticare le vecchie polemiche per andare avanti e risolvere I problemi che rimangono sul tappeto, o meglio sotto il tappeto, quello usato con politica furbizia dalla passata amministrazione. Quel tappeto, con cui si e` tentato di celare lo sporco del bilancio comunale non verra` rimosso. A quanto pare Concina dovra` fare a meno di inchiodare a precise responsabilita` la classe politica del PD. Ora sono tutti alleati, tutti compagni di un’unica avventura che dovrebbe riportare la citta` agli splendori di un tempo. Il passato viene rispolverato solo quando fa comodo. Una memoria selettiva ha sempre guidato I gruppi dirigenti orvietani. Si parla dei fasti medievali e del bel tempo andato, construendo il mito di un Orvieto dorata che in realta` non e` mai esistita, Tuscia a parte s’intende!
Eccola, la nuova Tuscia, pronta a decollare con l’aeroporto di Viterbo. E per paura che I Romani possano riconquistare Volsinii, ci si sottomette al fascio della Capitale, nella speranza di captarne il benevolo aiuto.
Ad Orvieto hanno riscoperto tutti il senso di responsabilita`, per il bene comune, e per il bene in Comune. Allora dobbiamo dormire sonni tranquilli. Concina e` bravo, e` preparato, e` onesto. La sua Giunta e` pronta, giovane, e ben intenzionata. L’opposizione non esiste. Il gran sacerdote Frizza, votato all’unanimita` garantira` in modo imparziale lo svolgimento del rito liturgico. Fedeli orvietani, scambiatevi un segno di pace.
Intanto, sorridenti direttori di mensili patinati si godono lo spettacolo dall’alto della collina che hanno scelto per osservare la battaglia, muovendo pedine e dispensando consigli come grandi generali. Fumano. Durante le elezioni si sono mossi nell’ombra, per non destare sospetti. Ora il disegno di una Orvieto che cambia pelle per rimanere immutata e` ultimato. Gli interpreti possono cambiare, ma e` bene che I meccanismi di potere rimangano sempre gli stessi, cosi` questi zelanti consiglieri potranno continuare a mestare nel torbido.
E` chiaro che l’opposizione vera dovra` essere fatta altrove. In un luogo che si chiama politica. L’opposizione non siede in Consiglio comunale, ma e` fuori, cammina per strada, vive fra la gente, lavora. L’opposizione e` in marcia. Questa volta scappa dal palazzo, corre ad abbracciare chi e` rimasto fuori ed intende rimanerci. Orvietani scontenti unitevi.
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