di Fabiola Di Loreto
Calato drasticamente il suo livello.
Abbassato di gran lunga il limite minimo mai raggiunto.
Crollato inesorabilmente in questa che si annuncia essere una calda, torrida estate.
Con la secca emerge ogni tipo di detriti.
Punta minima nella giornata di ieri, esattamente nel pomeriggio di lunedì 13 luglio.
Un prosciugamento, una crepa, un vuoto improvviso.
Quello che prima appariva un corso lento, arido e a tratti aspro, oggi è una desolante distesa priva di qualsiasi vita.
Non vi è traccia di quel mondo animale che per anni ha popolato il territorio, né di quello vegetale autoctono.
Solo esseri appartenenti a sconosciute razze, esemplari più unici che rari, con propri linguaggi e gestualità ancora non codificati, né al momento codificabili.
Apparso anche un coccodrillo.
Questa è la vita da ieri nella valle dell'Alto ternano.
Questo è ciò che popola il territorio Orvietano al calare del livello del fiume Paglia, sia nel suo letto centrale, sia nelle sue sponde, destra e sinistra.
Cad'è stasera co' tutta 'sta poesia, s'è scatenata la fantasia?
RispondiEliminaQuella che a Roma manca e che ad Orvieto n'saricconta
dico a voe, là, tra le poltrone e l'confessionale,
aridatice la rupe e anche l'corporale!!