giovedì 2 luglio 2009

“L'incidente”

Trovo strano che “nell'incidente” avvenuto a Viareggio non sia intervenuto il manager di turno e abbia parlato di errore di umano. Sapete, quelli che hanno risanato a rotazione le ferrovie o che altro. Poi, se ne sono andati con i soliti cambi di governo con liquidazioni miliardarie, licenziando e appaltando servizi a chi fa spendere meno: il che ha significato e significa tuttora meno diritti, meno sicurezza etc...
Io credo che, invece, di errore umano si tratta, o meglio di orrore umano, ovvero il profitto sopra ogni altra cosa. Calpestando la sicurezza, la salute, i diritti sindacati e umani.
Vi ricordate quei ferroviere che denunciarono a Report le gravi carenze sulla sicurezza? I lavoratori, dopo aver ripetutamente chiesto ai loro capi di intervenire, sono andati a quella trasmissione, senza farsi riconoscere. Sapevano a cosa andavano incontro, ed infatti sono stati licenziati dai padroni delle feriere. Poi, riassunti dal giudice del lavoro.
E ancora, gli operai ThyssenKrupp licenziati perché si sono permessi di farsi parte civile nel processo per la morte dei loro compagni di lavoro. Questi sono solo alcuni degli ultimi casi avvenuti nel nostro Paese.
Sempre in nome del profitto, anche le aziende italiane decidono di delocalizzare la loro produzione, lì dove il costo del lavoro è più basso. In quei Paesi dove non esistono diritti umani, figuriamoci quelli sindacali etc...
Poi noi consumatori, responsabili della nostra inconsapevolezza, acquistiamo il tutto ad buon prezzo, sulla pelle di uomini, donne e bambini. Si, perché sono quasi 300 milioni i bambini che producono beni di consumo ad un costo vantaggioso.
E per favore, non rinchiudetemi nei vari recinti e gabbie partitocratiche. Sono solo una persona che continua a pensare di poter essere libero e felice solo se lo sono anche gli altri.

Paolo Zanchi
(Presidente della Associazione Piano Terra, Bottega del Commercio Equo e Solidale)

1 commento:

  1. Mi sembra un'analisi bella e di elevato spessore. Concordo su ogni cosa. La politica vista in maniera cosi individualistica non permette di avere un'immagine globale di quello che vorremmo dalla società del futuro. Tutto si frantuma nelle egoistiche pretese di ognuno senza quel movimento corale che permette di immaginare nuovi mondi possibili. Del resto a questo servivano (e servono ancora a mio parere) le ideologie a far fare alle società salti di qualità.

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